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sabato 18 agosto 2012

Storico incontro tra contadini e indigeni in Brasile.


di Chiara Madaro

La questione agraria rimane ancora oggi una delle questioni più spinose in Brasile. Per la terra si muore, si viene uccisi e perseguitati, si combatte. Non può essere diversamente. Il paese ‘verdeoro’, infatti, vanta una delle Costituzioni più moderne e progressiste al mondo ma manca ancora di una riforma agraria a causa dei governi totalitari del passato  dei quali ancora oggi si soffrono le conseguenze in termini di corruzione.

I più deboli in questa guerra sono i contadini e i popoli indigeni i cui diritti vengono piegati ai superiori interessi di fazenderos i quali, non di rado, occupano terre indigene. Il tutto avviene con la complicità e l’appoggio della politica. Nella Costituzione viene infatti affermato che i diritti dei popoli indigeni rimangono secondi rispetto ai superiori interessi dello Stato. In realtà i guadagni provenienti da queste pratiche arricchiscono pochi mentre la maggior parte della popolazione rurale versa in condizioni di difficoltà.


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Tra il 20 e il 22 agosto, nel Parco Cittadino di Brasilia (DF) si tenterà di realizzare l’inizio della controtendenza attraverso un incontro nazionale di tutti i movimenti sociali e le entità coinvolte  nella vita rurale del paese. Saranno presenti i rappresentanti del movimento sindacale come la Confederazione Nazionale dei Lavoratori Agricoli (Contag), La Federazione Nazionale dei Lavoratori e delle Lavoratrici nell’Agricoltura Familiare (Fetraf), dei movimenti sociali come i Sem Terra (Mst) o il Movimento delle Donne Contadine (Mmc), il Movimento dei Piccoli Agricoltori (Mpa) e il Movimento Vittime delle Dighe (Mab).

Saranno presenti anche i movimenti dei pescatori e delle pescatrici artigianali del Brasile e rappresentanti delle centinaia di raggruppamenti quilombolas che popolano il paese.

Faranno la loro parte anche l’Articolazione dei popoli indigeni del Brasile (Apib) e il Consiglio indigenista missionario (Cimi).

Sarà un incontro in cui verrà affrontato il problema globalmente, senza intermediari e in maniera indipendente dalla corrente politica in cui i partecipanti si identificano.

Si tratta di un incontro storico che ha un solo antecedente: nel novembre 1961 a Belo Horizonte (MG) in occasione del I Congresso contadino del Brasile negli anni del Governo popolare di Joao Goulart. L'obiettivo era quello della realizzazione di una riforma agraria e di una legge.

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“Reforma agrária: na lei ou na marra!”,- Riforma agraria: con la legge o con la forza -  questa la parola d’ordine in quel periodo. Ma gli eventi non permisero a quel movimento di concretizzarsi.

Oggi quell’incontro rivive di nuove forze che in quegli anni non erano riconosciute parti attive della società: i popoli indigeni.

Un incontro quanto mai urgente in anni in cui la società è governata dalla finanza e l'agri-business diventa l'affare del secolo a costo di passare sopra i diritti delle minoranze e dell'umanità.

fonte: http://correiodobrasil.com.br

foto: http://www.asud.net
         http://kids.britannica.com
            http://www.rededemocratica.org













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