Il suono dell'universo.

mercoledì 14 agosto 2013

Idrogeno solforato: ladro di cervelli



di Chiara Madaro


Affaticamento, depressione, perdita di memoria e del senso dell’equilibrio, problemi di insonnia, ansia, torpore letargico, tremori, svenimenti, e disturbi all’udito, al naso e alla gola. Sono i mali epidemici che colpiscono le società moderne dei paesi occidentali. Quelle società che hanno visto per prime gli effetti dello sviluppo dovuto ai combustibili fossili. Le prime a viverne le tragiche conseguenze.

E’ estremamente difficile che gas o petrolio siano trovati allo stato puro. In genere sono mescolati ad altre sostanze sulfuree tra cui predominano l’idrogeno solforato (l’H2S), i solfati e i disolfiti (dove una o due molecole di zolfo sono chimicamente legate ad un idrocarburo) e lo zolfo puro. L’idrogeno solforato si pone come il sotto-prodotto principale dell’opera di idro-desulfurizzazione del petrolio e può essere presente sia sottoforma di componente intrinseca del petrolio naturale, sia come sostanza di risulta durante la sua lavorazione. La letteratura scientifica è unanime nel riconoscere la tossicità dell’H2S. L’eventualità di fuga di quantità considerevoli di H2S dagli impianti di idro-desulfurizzazione presenterebbe rischi notevoli per la popolazione locale. Esiste infatti ampia documentazione di accidentale emissione di H2S da impianti di lavorazione del petrolio, anche in tempi recenti.

La presenza di zolfo rende, inoltre, gli idrocarburi fortemente corrosivi e tende a danneggiare oleodotti e gasdotti. Si preferisce, dunque, procedere alla sua idro-desulfurizzazione in loco, nei pressi del luogo di estrazione. Ma secondo la Prof.ssa D’Orsogna, ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Matematiche della prestigiosa Università della California: “Tutte le operazioni di trattamento dei prodotti petroliferi, a qualsiasi livello, hanno la possibilità di emettere quantità più o meno abbondanti di idrogeno solforato, sia sottoforma di disastri accidentali, sia sottoforma di un continuo rilascio all’ambiente durante le fasi di estrazione, stoccaggio, lavorazione e trasporto del petrolio”. In caso di esplosione di centri di idro-desulfurizzazione si calcola che tutto il circondiario dai 400 ai 6500 metri possa essere influenzato dall’ H2S e che questo possa portare a danni irreverisibli. Il raggio mortale va dai zero ai duemila metri, a seconda dell’entità dello scoppio.

 

Il progetto Tap intende stoccare il gas in Albania. Tutti noi amanti del mare sappiamo che nelle giornate di tramontana quando il cielo è terso è possibile distinguere distintamente le montagne albanesi dalle nostre coste. Se anche ci facessero il favore di stoccare e lavorare il gas in Albania, le comunità italiane del basso Adriatico soffrirebbero ugualmente a causa delle conseguenze del gas chiamato ‘ladro di cervello’. A parte il fatto che vale la pena di ricordare che si tratta di un progetto europeo lungamente pensato.

“L’H2S avvelena il cervello e gli effetti dell’avvelenamento sono  irreversibili”. Lo dice il Dr. Neil Carman, Ex funzionario del Texas per l’ambiente e direttore del Lone Star Chapter per l’aria pulita del Sierra Club, e cita studi che dimostrano come l’H2S interferisca con l’abilità delle cellule di utilizzare l’ossigeno. Il NC Scientific Advisory Board riferisce che “sintomi quail mal di testa,nausea e irritazioni a occhi e gola” sono riscontrabili presso comunità che vivono in ambient con livelli di H2S che vanno dalle 7 alle 10 parti per bilione.

Secondo il Dr. Carman, “ sintomi dimostrabili di esposizione cronica includono deficit pronunciati del senso di equilibrio e nei tempi di reazione e altri disturbi come vertigini, insomnia e stanchezza eccessiva. L’idrogeno solforato è una sostanza fortemente velenosa, la cui tossicità è paragonabile al Cianuro. A dosi inferiori, fra gli 8 ppb e le 100 ppm, si riportano molti casi di difficoltà olfattive.

L’effetto desensibilizzante dell’odorato è uno degli aspetti più insidiosi dell’H2S perchè alle più alte e, potenzialmente mortali concentrazioni, la sostanza non è più percepibile ai nostri sensi. Il corpo umano normalmente reagisce alla presenza di H2S trasformandolo in zolfo allo stato puro e in tiosolfati che poi raggiungono il sangue o il fegato. Se la quantità di H2S è però troppo elevata, la naturale capacità del corpo umano di disintossicarsi non è più sufficiente e la tossicità diventa letale.

 

I danni dell’Idrogeno Solforato nei bambini.

 

“Gli effetti dell’inquinamento provocato da sostanze tossiche come l’H2S su bambini in età evolutiva sono riconosciuti dagli esperti come particolarmente severi. Il Dr.Carman spiega che “I bambini sono maggiormente sensibili agli effetti dell’H2S rispetto agli adulti. In primo luogo perché respirano più velocemente assorbendo quantità significativamente superiori rispetto ad un adulto misurando gli inquinanti rispetto al peso corporeo. Un bambino, ad esempio, inala il doppio dell’aria rispetto ad un adulto relativamente al peso. Secondo: dati nazionali dimostrano che i bambini passano circa il 50% del tempo in più all’aperto rispetto agli adulti. Terzo: i bambini sono tre volte più attivi rispetto agli adulti durante il tempo trascorso all’aperto e sono impegnati in attività ricreative o sportive; questa maggiore attività fisica comporta un aumento della respirazione ed un significativo aumento dell’inalazione e in alcuni casi di deglutizione di inquinanti. Quarto: i bambini sono particolarmente esposti alle sostanze tossiche in quanto i loro organismi sono immaturi e quindi crescono rapidamente. Quinto: i bambini si trovano negli anni dell’apprendimento di base e le esposizioni all’H2S causano danni al cervello. La menomazione delle facoltà mentali in un bambino provocano danni con effetti per tutta la vita”. “Gli scienziati che studiano la salute pubblica oggi riconoscono che l’Idrogeno solforato è una potente neurotossina e che un’esposizione cronica anche in ambienti con bassi dosaggi di H2S causa danni irreversibili al cervello e al sistema nervoso centrale. I bambini sono di gran lunga i più sensibili rispetto a questo gas velenoso. Non è accettabile per le comunità dover continuare a soffrire le malattie provocate dall’H2S (…)” termina il Dott.Carman.

L’Idrogeno solforato (H2S), popolarmente conosciuto come "gas dell’uovo marcio" per via del suo inconfondibile odore e come " gas veleno" per le sue proprietà letali, è l'inquinante tossico dell'aria più comune trovato nelle comunità urbane e rurali in tutta l'America. Settantaquattro industrie americane, soprattutto gli impianti che lavorano il petrolio e gas naturale e gli allevamenti intensivi, emettono H2S in volumi e concentrazioni sufficienti a rappresentare un rischio per la salute pubblica. Case, luoghi di lavoro e comunità in tutta l'America del Nord, soprattutto nei quartieri poveri che si trovano nei pressi di raffinerie di petrolio, fabbriche, discariche: in questi luoghi migliaia di persone ogni giorno  sono avvelenate dall’H2S.

Le vittime di avvelenamento da acido solfidrico soffrono di una gamma di danni irreversibili al cervello. Si va dai danni cerebrali associati a disfunzioni misurabili riguardanti la capacità di equilibrio, visione, tempo di reazione, udito, memoria e di problem solving ai più catastrofici danni al cervello con conseguente torpore, coma o morte. Il sistema nervoso centrale e gli organi, specialmente cervello, polmoni, cuore, tratto gastrointestinale e mucose — sono danneggiati da inalazione di H2S o ingestione orale di acqua contaminata da H2S. Anche a basse concentrazioni, H2S danneggia il DNA e uccide i neuroni del cervello. La cattiva notizia è che, grazie al peso delle lobby dell'industria del petrolio e del gas, questo famigerato "ladro di cervello" non è nemmeno elencato come un pericoloso inquinante dell'aria dall'Environmental Protection Agency, Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente.

Secondo il Dott.Kilburn: “Ogni americano dovrebbe allarmarsi a proposito dei rischi personali e dei costi sociali dell’intossicazione da solfuro di idrogeno”, infatti, “fonti di ‘gas dell’uovo marcio’ sono onnipresenti negli Stati Uniti  e si associano a danni sia cronici che acuti per la salute pubblica e a rischi per la salute dei cervelli umani e dei polmoni sul lavoro. Emettitori industriali di pericolosi livelli di H2S sono presenti in ogni stato in America e il killer, silenzioso ma maleodorante, può colpire qualsiasi casa americana”. “Negli adulti – continua KIlburn - intensità e durata dell'esposizione di H2S può essere correlata con funzioni cerebrali compromesse e ad una ridotta durata del ciclo vitale. L’intossicazione da solfuro di idrogeno in America è un problema di ingiustizia ambientale, dal momento che esso esige il pedaggio più alto su alcuni gruppi vulnerabili: i bambini sotto l'età di cinque anni, anziani, malati, poveri e le minoranze svantaggiate”. Il Dr. Kilburn, che è un professionista riconosciuto come pioniere e principale autorità in campo medico sugli aspetti ambientali dell'intossicazione da solfuro di idrogeno, identifica i passi pratici e necessari che devono essere intrapresi per salvare la vita degli americani e i loro cervelli dalle devastazioni insidiose e onnipresenti dell’intossicazione da solfuro di idrogeno. L'opera prima e definitiva sull'argomento, Ladro di cervello è un’opera rivolta a tutti gli americani a rischio, oltre a scienziati e politici. Nell’opera si parla di:

• Casi dei pazienti che soffrono a causa dell'esposizione ad H2S

• Fornisce elenchi bibliografici della ricerca pubblicata, racconti, articoli e storie personali che riguardano l’idrogeno solforato

• Include un glossario che fornisce la definizione di concetti scientifici ed elementi sulla funzione del cervello, misurazioni delle prestazioni mentali e test

• Presenta un'appendice che spiega i vari test per determinare gli effetti della sovraesposizione di H2S

 

Sull'autore:

Kaye Kilburn H. MD, è Presidente e direttore di Neuro-Test, Inc., Pasadena. CA, ed è stato professore di medicina e direttore del laboratorio di scienze ambientali dell'Università di Southern California Keck School of Medicine per 26 anni.

Maria Rita D’Orsogna,eThomas Chou, Department of Mathematics, California State University at Northridge,Los Angeles, CA 91330-8313, Department of Biomathematics,

David Geffen School of Medicine, University of California, Los Angeles, CA 90095-1766

(Dated: November 8, 2007)

 

domenica 23 giugno 2013

Comunità illuminata


di Chiara Madaro
su: http://www.lanuovaecologia.it/UserFiles/Files/sommario%20giugno%202013.pdf

 

A Melpignano i cittadini si sono costituiti in una comunità cooperativa per installare pannelli fotovoltaici. Gli utili servono a finanziare attività pubbliche. Il sindaco Stomeo: «Creiamo un’economia virtuosa»


 Il sindaco di Melpignano Ivan Stomeo e Luciana delle Donne ex direttrice di banca e fondatrice di Officina Creativa. Sullo sfondo immagini della Notte della Taranta.
  Cittadinanza attiva, sostenibilità, benessere. Parole chiave per Melpignano, dove  il futuro non si costruisce solo a ritmo di Taranta. Da aprile a luglio 2013 il comune salentino ospiterà il progetto Borghi della Felicità con l’obiettivo di avviare un confronto partecipato e definire nuovi modelli di qualità della vita. L’operazione si innesta su un disegno più ampio dopo che il 18 luglio 2011 il paese si è costituito in “Comunità cooperativa”, ha installato i pannelli fotovoltaici e usato gli utili a beneficio della comunità. «Quel pomeriggio, quando sottoscrivemmo il contratto, la piazza era piena mentre il notaio leggeva l’atto costitutivo – dice il sindaco Ivan Stomeo –  per tre ore, con 40° all’ombra, nessuno si è mosso». Segno che in molti credevano nel progetto nato nel 2009, quando la cooperativa Officina Creativa e Università del Salento siglarono un Protocollo d’Intesa con l’ex-sindaco Sergio Blasi per uno studio di fattibilità. «In pieno agosto andammo in giro per il paese con i ragazzi dell’Università a intervistare 250 famiglie – dice Luciana delle Donne, anima della cooperativa Officina Creativa – alla fine in 180 si dichiararono disponibili ad ospitare gli impianti». Ma occorreva trovare un’azienda che installasse gli impianti. «Ma al bando non rispose nessuno – ricorda il sindaco – noi però stavamo sperimentando la comunità cooperativa con Legacoop e Borghi Autentici. Così ho pensato di creare una cooperativa per la costruzione degli impianti fotovoltaici. Legacoop ci ha creduto subito, Borghi Autentici anche e siamo partiti con alcune iniziative per il coinvolgimento della cittadinanza». 

Fino al pomeriggio dei 40 gradi all’ombra. Al termine della lettura del contratto, 71 cittadini, compresa l’amministrazione comunale, hanno risposto alla sfida. Oggi ci sono 130 iscritti. I primi ad entrare in cooperativa sono stati 3 elettricisti, 5 ingegneri e 2 fabbri coinvolti nella realizzazione degli impianti. Il progetto mira infatti al coinvolgimento di figure professionali che lavorano saltuariamente e creare benessere sociale. «La maggior parte degli investitori nel solare sono stranieri: sul territorio non rimane niente – spiega Luciana delle Donne – ma con l’università abbiamo lavorato con l’obiettivo di formare figure locali legate a questi nuovi mestieri ovvero impiantisti ed energy promoter». Il progetto è stato avviato con un prestito di 400mila€ di Banca Etica e 100mila di Coopfondo, istituto finanziario di Legacoop, e sono stati realizzati 33 impianti. «I soci hanno speso solo 25€  per la quota associativa – dice il sindaco – ma per i prossimi 30 impianti pagheranno il 10%: una cifra che si ammortizza a fine anno con il conguaglio e gli incentivi. E in 15 anni la cooperativa estinguerà il mutuo». Gli utili, invece, saranno usati per lavori di pubblica utilità. «Presto affideremo alla cooperativa la gestione della mensa di Melpignano e dell’impiantistica sportiva – dice Stomeo, oggi anche presidente di Borghi Autentici – vogliamo creare un’economia virtuosa all’interno della comunità e questo si può fare grazie ai proventi dell’energia rinnovabile. Lavoriamo ad un gruppo d’acquisto per il solare termico – conclude il primo cittadino di Meplignano – per l’acquisto di 20 bici elettriche e un erogatore per ricaricare moto e auto e sensibilizzare i cittadini all’utilizzo di mezzi elettrici». Per continuare a costruire una comunità sostenibile.

lunedì 27 maggio 2013

Malformazioni congenite a Gela

Atto a cui si riferisce:
C.4/18404 [Frequenti casi di malformazioni nei neonati a Gela]
 

 

 Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4 - 18404 presentata da FRANCESCO BARBATO
martedì 6 novembre 2012, seduta n.714
BARBATO. - Al Ministro della salute, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:

a Gela (Caltanissetta) si registrano da alcuni anni frequenti casi di malformazioni nei neonati;

in data 3 novembre 2012 Repubblica edizione Palermo a firma di Lorenzo Tondo riferisce di: « Bimbi con sei dita alle mani o ai piedi. Alcuni nati senza un orecchio, altri senza il palato. Idrocefali con teche craniche di dimensioni abnormi. I numeri dicono che a Gela le malformazioni sono sei volte superiori alla media. Numeri in costante aumento, finiti sul tavolo della Procura che ha aperto una nuova inchiesta per far luce sulle responsabilità. Sul banco degli imputati i veleni della raffineria. Sogno di Enrico Mattei trasformatosi presto in incubo quando i figli di Gela cominciarono a cadere sotto la scure degli agenti chimici che dal 1965 inquinano la città. Sono una trentina i casi al vaglio di un pool di periti. Trenta bambini con gravi malformazioni causate dalla contaminazione ambientale. Le loro famiglie, ora, chiedono giustizia » ed ancora: « Si chiamano endocrine disruptors, distruttori endocrini. Sostanze artificiali prodotte da inquinanti come quelli emessi dalle raffinerie, in grado di intaccare i recettori ormonali, causando tumori, difetti alla nascita, disturbi dello sviluppo. Le falde di Gela ne sono imbottite. Nel 2003, il geologo Giuseppe Risotti e il chimico Luigi Turrito, incaricati allora dal sostituto procuratore Serafina Cannata, consegnarono una relazione secondo cui nella falda sottostante lo stabilimento giacevano 44 mila tonnellate di gasolio proveniente dalle perdite dei serbatoi. In quello stesso anno a Gela, uno studio realizzato dal genetista Sebastiano Bianca, uno dei massimi esperti nel campo, e dall'epidemiolago del Cnr Fabrizio Bianchi, riscontrò in città un'incidenza del 4 per cento di malformazioni sui neonati e più di 520 bambini affetti da patologie genetiche. Ipospadie all'apparato genitale, deformazioni cardiovascolari, malformazioni agli arti e all'apparato digerente. "La situazione è preoccupante - afferma il dottor Bianca che lavora al caso come consulente tecnico per conto della Procura - qui, da 15 anni, le malformazioni genetiche sono costanti e di gran lunga superiori alle media". "Abbiamo raccolto dati e testimonianze - dice il procuratore capo di Gela Lucia Lotti - ed è la prima volta che un pm interviene in una causa civile contro le società del sito industriale. Quello delle malformazioni è forse l'aspetto più eclatante dell'indagine. Ma è solo un pezzetto dell'inchiesta. Andremo avanti per togliere una dopo l'altra le ombre, anche storiche, che hanno per troppo tempo offuscato la salute dei cittadini" » ;     
nell'articolo, si citano anche i casi di Milazzo ed Augusta (sempre in Sicilia), il primo, interessato da un polo industriale dove i casi di malformazione denunciati da medici e famiglie sono in forte aumento, mentre nel secondo caso, uno dei più imponenti poli petrolchimici italiani, nel 2000 il 5 per cento dei bambini è nato con malformazioni. Dopo un'indagine sulla vicenda, sei anni più tardi la Syndial, società del gruppo Eni, sborsò circa 11 milioni di euro per i cento casi di bambini malformati - :

se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti, di quali dati dispongano e se intendano monitorare i territori segnalati mediante uno screening dei nati dal 1965 ad oggi coinvolgendo medici generici locali, asl e ospedali; in particolare, se intendano munirsi di dati sulla contaminazione e sulle conseguenze per la salute umana e la sicurezza alimentare in termini di coltivazioni agricole ed allevamenti. (4 - 18404)

venerdì 24 maggio 2013

Manifestazione no-Troika: 1° maggio a Firenze


di Chiara Madaro

Tutti a Firenze sabato 1°maggio per unirsi nella manifestazione contro la Troika. L'iniziativa, partita dal Portogallo, verrà sostenuta in contemporanea in tutti i paesi europei. La marcia partirà da Piazza della Repubblica alle 17.00.
Per info aggiornate:

https://www.facebook.com/events/464530163634485/?ref=14


Nello stesso blog in cui ti trovi puoi leggere il comunicato degli organizzatori:
http://amandaje.blogspot.it/2013/04/leuropa-si-unisce-contro-la-troika.html

venerdì 17 maggio 2013

Petizione contro le trivelle in Adriatico

di Chiara Madaro
 
 













I passati governi hanno avviato numerosi permessi di ricerca e perforazione nel basso Adriatico coinvolgendo anche aree marine protette come quella delle Tremiti. Questo provocherebbe danni irreversibili per le regioni che si affacciano su queste acque e che basano la propria economia su pesca e turismo. L'Adriatico è, fondamentalmente un mare chiuso e un incidente come quello della Deepwater Horizon in Messico, sarebbe disatroso. Inoltre è provato che la raccolta di gas e petrolio è, in ogni sua fase, dannosa alla salute umana in quanto provoca danni irreversibili al DNA, al sistema cardiaco e a quello neurologico: declino intellettuale, mancanza di concentrazione, difetti della memoria e dell’apprendimento, elevati livelli di irritabilità, stati di depressione, confusione, perdita di appetito, mal di testa, scarsa memoria, svenimento, ansia, affaticamento. Durante un’interrogazione al Senato presentata nel novembre 2011 si rammenta: ”In particolare è stato dimostrato che in condizioni di stress recede il livello di altruismo e di cooperazione tra gli individui e si registra un incremento delle condotte aggressive”. Le ricadute sulle relazioni sociali, sulla salute e sulle capacità intellettive degli italiani d'origine e d'adozione sarebbero gravissime.
Costi sociali insostenibili, dunque, ma anche relazioni danneggiate con le nazioni europee che si affacciano sulle stesse coste.
I Presidenti delle Regioni italiane del basso Adriatico tentano da anni di interrompere questa spirale di follia che andrebbe a favorire solo le compagnie petrolifere, in gran parte straniere, che chiedono di operare sul nostro territorio perchè il sistema normativo italiano è, notoriamente, carente e garantisce sostanziale impunità rispetto al danno ambientale. La bonifica, poi, avviene sempre meno a carico del soggetto responsabile del danno; non è quindi un costo accessorio alla produzione ma un costo sociale addebitato ai cittadini stessi.
Preservare il nostro territorio, la nostra società e la salute dei nostri figli e delle generazioni future è segno di civiltà. Inoltre il petrolio e il gas dell'Adriatico terminerebbe in pochi mesi lasciando danni irreversibili. Sarebbe più intelligente investire il denaro che il nostro paese perderebbe con l'"avventura petrolchimica" con altre forme di energia pulita e sostenibile. Il sole non si spegne mai.

domenica 28 aprile 2013

L’Europa si unisce contro la Troika nella manifestazione internazionale del 1° giugno


Fonte:
http://correiodobrasil.com.
Traduzione di: Chiara Madaro
 
Manifestazione contro la Troika del 15 settembre 2012 a Lisbona


   













* Que se Lixe a Troika: può essere tradotto “che la Troika vada al diavolo”; il movimento è nato in Portogallo attraverso i social network

Il movimento europeo ‘Que se Lixe a Troika’*, che riunisce attivisti da cinque paesi dell’Unione europea, hanno annunciato la realizzazione di una mobilitazione internazionale il prossimo 1° giugno. “A partire da questo sabato, la data del 1° giugno sarà divulgata in tutta Europa e tutte e tutti sono invitati ad unirsi in una protesta internazionale contro la Troika (Fmi, Banca Mondiale e Banca centrale europea) e contro l’austerità affinchè i popoli possano decidere delle proprie vite”, ha affermato il movimento in una nota divulgata questa mattina.

Nel corso di una conferenza stampa realizzata allo scopo di pubblicizzare la manifestazione erano presenti, tra gli altri, l’attivista scozzese Jonathon Shafi, il greco Zois Pepes, il francese Miguel Segui e la spagnola Yolanda Picazo. Il 4 maggio il movimento ‘Que se Lixe a Troika’ si riunirà in Portogallo con altre organizzazioni della società civile in vista della partecipazione alla protesta del 1° giugno che è inteso come ‘inclusivo e decentralizzato’, è stato detto.

Questa è la traduzione integra del comunicato divulgato dal movimento:

“L’Europa si trova sotto un violento attacco finanziario rappresentato dalla Troika (FMI, BCE, CE) e dai successivi governi che applicano le politiche concertate con queste entità nel disprezzo delle persone. Sappiamo che questa offensiva ha l’obiettivo di colpire i popoli rendendoli schiavi del debito e dell’austerità. Attraversa l’Europa e deve essere sconfitta da una lotta internazionale.


Manifesto relativo alla manifestazione del 2 marzo
Ognuno di noi, in ogni paese, in ogni città, in ogni casa, con le proprie specificità, sente sulla propria pelle quei provvedimenti che annichiliscono i diritti conquistati nel corso dei decenni, provvedimenti che aggravano la disoccupazione, che privatizzano ogni cosa che possa procurare reddito e condizionano la sovranità dei paesi sotto la propaganda dell’”aiuto esterno”. E’ urgente unire le nostre forze affinchè sia possibile combattere più efficacemente tale attacco.

L’appello che lanciamo per una manifestazione internazionale decentralizzata è circolata tra decine di movimenti in Spagna, Francia, Italia, Grecia, Cipro, Irlanda, Inghilterra, Scozia, Germania, Slovenia... Nel corso della riunione di ieri, 26 aprile, a Lisbona, erano presenti compagne e compagni provenienti da vari paesi d’Europa discutendo insieme questa proposta.

Così oggi confermiamo a livello internazionale che saremo in piazza il prossimo 1° giugno: Popolo unito contro la Troika!

Questo è l’inizio di un processo che aspira ad essere decentralizzato, inclusivo e partecipato. Vogliamo costruirlo collettivamente e unendo le nostre forze. A partire da oggi la data del 1° giugno sarà diffusa su scala europea e tutti e tutte sono invitati ad unirsi ad una protesta internazionale contro la troika e contro l’austerità... affinchè siano i popoli a decidere della proprie vite.


Immagini dall'alto della manifestazione del 15 settembre in Portogallo
Facciamo appello a tutti i cittadini e le cittadine, con e senza partito, con e senza impiego, con e senza speranza, affinchè si uniscano a noi. A tutte le organizzazioni politiche, i movimenti civici, i sindacati, i partiti, la collettività, i gruppi informali, chiediamo che si uniscano a noi.

Vogliamo continuare ad allargare i nostri contatti nazionali e internazionali perchè siamo coscienti che sarà la somma delle nostre voci che potrà frenare la nuova onda di austerità che si sta preparando. I popoli europei dimostreranno in vari momenti la propria mancanza di disponibilità rispetto ad ulteriori sacrifici in nome di un futuro che mai arriverà. Per questo pensiamo che sia arrivata l’ora di una grande dimostrazione della capacità di questo popolo di coordinarsi nella lotta e nel rifiuto di queste politiche.

Dal nord al sud Europa, occupiamo le piazze contro l’austerità!”.

 

lunedì 8 aprile 2013

Salvatore Borsellino: 'Di Matteo, non permetteremo che si ripeta la storia di Falcone e Borsellino'



Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo Borsellino
Scritto da Salvatore Borsellino


Martedì 02 Aprile 2013 17:12


Temevo che si sarebbe arrivato a questo, lo temevo, ma
adesso che è avvenuto sono assalito da un senso di nausea.
Avevo sperato che le cose potessero prendere un corso
diverso, lo avevo sperato quando avevo visto nell'aula
bunker di Palermo Mancino seduto sul banco degli imputati,
chiamato a rendere conto del suo silenzio, delle sue
menzogne, della sua assurda pretesa di volere mettere una
sua misera, pretesa verità a fronte di una testimonianza
non
smentibile: quella di Paolo Borsellino.
Una testimonianza scritta a penna sulla sua agenda grigia ma
con la stessa forza di una verità incisa sulla pietra.
"1°
luglio 1992, 19:30, Mancino". Pretesa verità, sicura
menzogna per continuare a sostenere la quale ha dovuto
arrivare ad asserire quanto di meno possibile si possa
concepire. Un cittadino italiano, non uno qualsiasi, ma un
ministro dell'interno che 57 giorni dopo l'assassinio di
Giovanni Falcone non conosce la fisionomia di Paolo
Borsellino, il magistrato simbolo della lotta alla mafia, il
magistrato che solo avrebbe potuto ricoprire l'incarico che
era costato la vita, ancora prima di assumerlo, a Giovanni
Falcone. Ma era solo un'illusione, le complicità che per

Il magistrato antimafia Antonino Di Matteo
venti anni hanno mantenuto in piedi la scellerata congiunta
del silenzio sulla trattativa che ha accelerato la condanna
a morte di Paolo Borsellino, stavano solo affilando le armi,
preparando il veleno. Così 10 giorni fa, è arrivato
puntuale
a destinazione la freccia avvelenata. Si è mosso
direttamente il Procuratore Generale della Cassazione,
Gianfranco Ciani, per promuovere un'azione disciplinare nei
confronti di Nino Di Matteo utilizzando l'arma da poco
confezionata attraverso il ricorso alla Consulta dal Capo
dello Stato e la successiva sentenza della Corte
Costituzionale. E' stata sancito su sollecitazione
dell'interessato, un principio non contenuto nella
Costituzione: "LA LEGGE NON E' EGUALE PER TUTTI", il
Presidente della Repubblica non è soggetto alle leggi ed
una
casuale intercettazione di questa nuova figura di sovrano
assoluto deve essere immediatamente distrutta anche qualora
dovesse contenere elementi che possano essere utilizzati a
propria difesa da un imputato in un procedimento
giudiziario. Il diritto alla riservatezza del capo dello
stato è prevalente sul diritto alla difesa di un comune
cittadino. Ed utilizzando questa sentenza si accusa Di
Matteo di avere leso tale diritto alla riservatezza per
avere "indirettamente" ammesso l'esistenza di telefonate del
capo dello Stato casualmente intercettato in colloquio con


Nicola Mancino
un indagato, proprio quel Nicola Mancino che poi verrà
incriminato per falsa testimonianza al processo per
"Attentato al corpo politico dello Stato" attualmente in
corso a Palermo. Che l'accusa sia assolutamente capziosa lo
si desume dal fatto che Di Matteo rispondeva ad una precisa
domanda di un giornalista sull'esistenza di quelle
intercettazioni di cui avevano già dato notizia sia il
settimanale Panorama sia Il Fatto Quotidiano.
Ma poco importa, quello che si voleva ottenere era
intimidire Di Matteo ed isolarlo e se il primo obiettivo non
è stato raggiunto perchè Di Matteo è un magistrato con
la
schiena veramente dritta come pochi ne abbiamo in Italia, il
secondo obiettivo ha avuto il suo effetto e oggi se ne
vedono le conseguenze.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
Non sono bastati gli esempi di Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino, isolati, calunniati, non sostenuti anzi
avversati dalla maggioranza degli altri magistrati e infine
lasciati uccidere senza, nella migliore delle ipotesi,
assicuragli una adeguata protezione ed ignorando i preavvisi
di morte che più volte gli erano pervenuti.
Non sono bastati, la storia si ripete e puntuale arriva
anche per Di Matteo un avvertimento di morte, il più grave
tra quelli fino ad oggi pervenuti. Tutto è troppo simile a
quanto avvenuto prima delle stragi del '92 e lo dice, come
monito, la stessa missiva che non è scritta da mano
mafiosa
ma di chi della mafia si è sempre servito: "Amici romani
di
Matteo Messina Denaro hanno deciso di eliminare il pm Nino
Di Matteo in questo momento di confusione istituzionale, per
fermare questa deriva di ingovernabilità. Cosa Nostra ha
dato il suo assenso". Gli "amici romani" sappiamo chi sono,
gli stessi che hanno condotto una scellerata trattativa
mafia-Stato e quelli che su questa trattativa hanno
mantenuto una congiura del silenzio durata venti anni. La
confusione istituzionale è eguale se non superiore a
quella
di quegli anni tragici e anche in questa occasione c'è da
eleggere un nuovo presidente della Repubblica.
Non dobbiamo permettere che la storia si ripeta.
Il nostro paese non ha bisogno di martiri. Il nostro paese
ha bisogno di magistrati vivi e non di magistrati qualsiasi
ma di magistrati veri, di magistrati come Nino Di Matteo.


Salvatore Borsellino (2 aprile 2013)





[Allegato : Giurisprudenza 18luglio2012.jpg]http://palermo.repubblica.it/cronaca/2013/01/17/news/borsellino_abbandona_ingroia_volevano_solo_la_mia_candidatura-50716254/